Mylea StemGlow, crema viso antirughe con cellule staminali vegetali d'uva acerba, made in Italy

Cellule staminali vegetali in skincare: cosa dice davvero la scienza (e perché abbiamo scelto l'uva acerba)

Una crema con le «cellule staminali» suona come fantascienza. In realtà è biotecnologia vegetale applicata alla cosmesi, ed è più interessante della sua etichetta. In questo articolo raccontiamo cosa sono davvero, perché in StemGlow e Steminal Touch abbiamo scelto quelle di uva acerba, cosa dice la ricerca scientifica e cosa puoi aspettarti sulla pelle.

Prima di tutto: non sono cellule vive nella crema

Il termine «cellule staminali vegetali» descrive l'origine di un ingrediente, non quello che fa sulla pelle. Ecco cosa succede davvero in laboratorio: si preleva un piccolo frammento di pianta (nel nostro caso un acino d'uva acerba), lo si mette su un terreno nutritivo sterile e le sue cellule «tornano indietro» a uno stato indifferenziato, chiamato callo. Queste cellule vengono moltiplicate in bioreattore, stimolate a produrre le loro molecole di difesa e infine rotte e filtrate. Nella formula entra il loro contenuto: un concentrato di polifenoli, stilbeni e antiossidanti.

Le review scientifiche più recenti sono esplicite su questo punto: le aziende cosmetiche usano estratti di colture di cellule staminali, non cellule vive, e nessuna cellula vegetale si integra nella pelle umana (Gardiki et al., Plants 2025; Mokhtari, Nafisi & Maibach, 2024). Chi ti racconta il contrario sta vendendo una storia, non un ingrediente.

Infografica Mylea: come nasce un estratto di cellule staminali vegetali, dall'acino acerbo alla crema
Dall'acino al vasetto: le cinque tappe di una coltura cellulare vegetale.

Un esempio per capirlo. Pensa a un lievito madre: non mangi il lievito «vivo», ma quello che produce mentre lavora, e lo tieni in condizioni controllate perché lavori sempre allo stesso modo. La coltura cellulare fa lo stesso con una pianta: mantiene in provetta un piccolo «vivaio» di cellule e raccoglie quello che producono. Il vantaggio rispetto a un estratto tradizionale è la standardizzazione: niente pesticidi, niente variabilità da annata, stessa composizione a ogni lotto, con pochissima materia prima vegetale. In alcuni casi la coltura è anche più concentrata del frutto: per il pomodoro, uno studio italiano ha misurato nell'estratto di staminali una capacità antiossidante circa tripla rispetto all'estratto di frutto (Tito et al., Int J Cosmet Sci 2011).

Perché l'uva, e perché acerba

L'uva è una delle piante più studiate in cosmetica. Contiene flavonoidi (quercetina, kaempferolo), catechine, antociani e stilbeni come il resveratrolo e la ε-viniferina: molecole con attività antiossidante documentata su cellule cutanee, che nei fibroblasti esposti a UV inducono proteine protettive come SIRT1 e HSP47 (Sharafan et al., Pharmaceutics 2023).

La scelta dell'acino acerbo non è poetica: è chimica. Durante la maturazione l'uva accumula zuccheri e perde gran parte dei polifenoli di difesa. Nei semi, dall'invaiatura alla vendemmia, i flavan-3-oli monomeri calano del 90% e le procianidine del 60% (Kennedy, Matthews & Waterhouse, Phytochemistry 2000). L'agresto, il succo d'uva acerba usato in cucina, ha un pH di 2,6-2,9: è un frutto ancora in piena fase «di difesa».

Grafico Mylea: polifenoli nei semi d'uva, acino acerbo contro acino maturo, meno 90% flavan-3-oli e meno 60% procianidine
Con la maturazione i polifenoli dei semi crollano: per questo la coltura parte dall'acino verde.

L'ingrediente che trovi nell'INCI di StemGlow e Steminal Touch si chiama Vitis Vinifera Fruit Meristem Cell Culture: una coltura cellulare ottenuta da uva verde non matura dell'Emilia-Romagna, in cui le cellule vengono stimolate a sovraesprimere polifenoli e stilbeni in forma glicosilata, cioè legata a uno zucchero, che li rende più stabili nella formula e più biodisponibili per la pelle (scheda tecnica del produttore dell'ingrediente). Nel database europeo degli ingredienti cosmetici, COSMILE Europe, le sue funzioni registrate sono due: antiossidante e protettivo della pelle dagli agenti esterni.

Cosa fanno gli antiossidanti d'uva sulla pelle

Hai presente una mela tagliata che diventa scura in pochi minuti? È ossidazione: l'ossigeno reagisce con i composti del frutto e li degrada. Se sulla mela spremi qualche goccia di limone, il processo rallenta: la vitamina C fa da antiossidante e «si sacrifica» al posto della polpa.

Sulla pelle succede qualcosa di simile, ma più lentamente e ogni giorno. Raggi UV, inquinamento e stress generano radicali liberi (specie reattive dell'ossigeno, ROS) che ossidano i lipidi della barriera cutanea, danneggiano le proteine e attivano le metalloproteasi, enzimi come la MMP-1 che tagliano le fibre di collagene. È il motore del fotoinvecchiamento: perdita di tono, rughe, colorito spento.

I polifenoli e gli stilbeni dell'uva funzionano come il limone sulla mela: cedono un elettrone ai radicali e li neutralizzano prima che tocchino le strutture della pelle. In laboratorio, su cellule cutanee umane, estratti da colture cellulari di vite hanno mostrato una riduzione di MMP-1 e MMP-3 e un aumento della produzione di pro-collagene I (Kim et al., Cosmetics 2025), e un estratto di buccia d'uva ha ridotto l'attività di elastasi e metalloproteasi (MMP-1, MMP-3, MMP-12) nelle cellule esposte a UV (Reis et al., J Cosmet Dermatol 2023).

Infografica Mylea: stress ossidativo da UV e inquinamento sulla pelle e difesa antiossidante dei polifenoli d'uva
Senza protezione i radicali liberi «accendono» gli enzimi che degradano il collagene; i polifenoli li spengono prima.

Cosa dice la ricerca, con i numeri giusti

Qui vogliamo essere precisi, perché la precisione è quello che distingue un attivo da uno slogan. Ecco cosa c'è in letteratura e a che livello di evidenza.

Cosa è stato studiato Risultato Tipo di evidenza
Estratti da colture cellulari di vite su cheratinociti e fibroblasti umani Meno MMP-1 e MMP-3, più pro-collagene I, più filaggrina (proteina della barriera) In vitro (Kim et al. 2025)
Estratti di vite su fibroblasti esposti a UV Induzione di SIRT1 e HSP47, riduzione di IL-8; attività antiossidante DPPH −92% In vitro (Sharafan et al. 2023)
Estratto di uva acerba in coltura (l'attivo di StemGlow e Steminal Touch) Difese antiossidanti della pelle +124%, protezione oltre 6 ore In vivo, dato del produttore dell'ingrediente
Staminali di mela Uttwiler Spätlauber, crema al 2%, 20 persone, 4 settimane Profondità delle rughe perioculari −8% a 2 settimane, −15% a 4 Clinico piccolo, senza placebo, condotto dal produttore (Schmid et al. 2008)
Review sulle staminali vegetali in cosmetica Meccanismi antiossidanti plausibili; evidenze soprattutto in vitro, pochi trial clinici Review peer-reviewed (Gardiki 2025, Trehan 2017, Hermosaningtyas 2024)

Come leggere questa tabella. Lo studio sulla mela è il più citato della categoria ed è un buon esempio storico, ma riguarda un altro ingrediente e non aveva gruppo placebo: non lo usiamo come prova per i nostri prodotti. I dati in vitro dicono come funziona un antiossidante d'uva sulle cellule della pelle, non quanto si vede allo specchio dopo un mese. Il dato in vivo sull'uva acerba viene dal produttore dell'ingrediente. Quello che la letteratura sostiene in modo solido è il meccanismo: i polifenoli dell'uva sono antiossidanti efficaci e proteggono le cellule cutanee dallo stress ossidativo. È esattamente la funzione per cui li abbiamo messi in formula.

Come riconoscere chi promette troppo

La parola «staminali» attira promesse. Tre segnali che ti aiutano a distinguere un prodotto serio da uno slogan:

Se leggi… Sappi che…
«Rigenera le cellule staminali della tua pelle» Nessun cosmetico può farlo, e nessuna cellula vegetale interagisce con le staminali umane. È un claim medico travestito.
«Cellule vive di …» Nella crema le cellule sono già state rotte e filtrate. Vive non lo sono e non servirebbe che lo fossero: contano i metaboliti.
«Risultati clinici» senza numero di persone, durata e metodo Un dato senza contesto non è un dato. Chiedi sempre: quante persone, quante settimane, misurato come.

Il nostro modo di dirlo è un altro: un antiossidante concentrato, di origine italiana, con una funzione riconosciuta, dentro una formula pensata per la pelle matura. Un fatto verificabile vale più di qualsiasi aggettivo.

Dove lo trovi: StemGlow per il viso, Steminal Touch per le mani

Le cellule staminali d'uva acerba sono il filo conduttore di due prodotti Mylea, pensati per le due zone dove il tempo si vede prima.

StemGlow – Crema viso antirughe

Mylea StemGlow, crema viso antirughe con cellule staminali vegetali d'uva e olio extravergine d'oliva, made in Italy

La coltura di uva acerba lavora insieme a un pool di lipidi nobili: insaponificabili di olio extravergine d'oliva, olio di vinaccioli (ancora uva), karité e jojoba per elasticità e morbidezza, calendula e allantoina per il comfort immediato, vitamina E come antiossidante di supporto. Senza parabeni e senza siliconi. È una crema per pelli mature o che iniziano a perdere tono, da usare su viso, collo e décolleté mattina e/o sera, da sola o dopo un siero come Peptide Complex o Glow Serum.

Cosa aspettarsi, con l'uso costante: da subito nutrimento e pelle distesa; in 2-4 settimane un colorito più luminoso e una pelle più elastica al tatto; in 6-8 settimane viso, collo e décolleté appaiono più tonici e l'aspetto delle rughe levigato. Sono tempi indicativi, perché ogni pelle ha i suoi ritmi, e i risultati si mantengono continuando l'uso.

Scopri StemGlow →

Steminal Touch – Crema mani antiage

Mylea Steminal Touch, crema mani antiage con cellule staminali d'uva acerba, proteine della seta e olio essenziale di limone

Le mani sono esposte tutto il giorno a sole, freddo e lavaggi, e la pelle del dorso è sottile: per questo l'età si vede lì per prima. Steminal Touch porta lo stesso antiossidante d'uva acerba in una texture vellutante che si assorbe senza ungere, con proteine della seta per l'aspetto levigato, karité, aloe e calendula contro secchezza e rossori, e olio essenziale di limone spremuto a freddo, che favorisce la tonicità e contribuisce a uniformare l'aspetto delle discromie. Una piccola quantità sul dorso, fino alla base delle unghie, tutte le volte che serve: dopo i lavaggi è il momento più utile.

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Domande frequenti

Le cellule staminali vegetali possono «diventare» cellule della mia pelle?
No. Sono estratti di cellule vegetali già rotte e filtrate: nella crema arrivano i loro metaboliti, non cellule vive. Il loro lavoro è antiossidante e protettivo.

Perché non usare direttamente un estratto d'uva tradizionale?
Si può, e molti lo fanno. La coltura cellulare offre una composizione costante a ogni lotto, nessun residuo di pesticidi e la possibilità di stimolare le cellule a produrre più polifenoli e stilbeni, in una forma glicosilata più stabile.

Devo usare la protezione solare?
Sì, sempre di giorno. Gli antiossidanti aiutano la pelle a gestire lo stress ossidativo, ma non sostituiscono un filtro UV: insieme lavorano meglio.

Vanno bene per tutti i tipi di pelle?
Sì. StemGlow è pensata per pelli mature o che iniziano a perdere tono; Steminal Touch per mani secche, provate da freddo e lavaggi o con i primi segni del tempo, uomini compresi.

Quando vedo i risultati?
Il comfort e la morbidezza sono immediati; luminosità, elasticità e aspetto più levigato si costruiscono nelle settimane, con l'uso costante.

Fonti

  1. Gardiki V. et al. Plant Stem Cells in Cosmetic Industry. Plants 2025;14(3):433. doi:10.3390/plants14030433
  2. Trehan S., Michniak-Kohn B., Beri K. Plant stem cells in cosmetics: current trends and future directions. Future Science OA 2017;3(4):FSO226. doi:10.4155/fsoa-2017-0026
  3. Mokhtari P., Nafisi S., Maibach H.I. Plant Stem Cells for Anti-aging and Skin Rejuvenation. Cosmetics & Toiletries, marzo 2024.
  4. Hermosaningtyas A.A. et al. Potential of Plant Stem Cells as Helpful Agents for Skin Disorders—A Narrative Review. Applied Sciences 2024;14(16):7402. doi:10.3390/app14167402
  5. Sharafan M., Malinowska M.A., Ekiert H., Kwaśniak B., Sikora E., Szopa A. Vitis vinifera (Vine Grape) as a Valuable Cosmetic Raw Material. Pharmaceutics 2023;15(5):1372. doi:10.3390/pharmaceutics15051372
  6. Kim D. et al. Effects of ε-Viniferin and ε-Viniferin-Enriched Extract from Vitis labruscana B. 'Campbell Early' Cell Cultures on Wound Healing and Epidermal Barrier Restoration in Human Skin Cells. Cosmetics 2025;12(5):181. doi:10.3390/cosmetics12050181
  7. Reis R.D. et al. Nonclinical evaluation of a Vitis vinifera extract towards a novel antiaging cosmetic ingredient. Journal of Cosmetic Dermatology 2023. doi:10.1111/jocd.15852
  8. Tito A. et al. A tomato stem cell extract, containing antioxidant compounds and metal chelating factors, protects skin cells from heavy metal-induced damages. International Journal of Cosmetic Science 2011;33(6):543-552. doi:10.1111/j.1468-2494.2011.00668.x
  9. Schmid D., Schürch C., Blum P., Belser E., Zülli F. Plant stem cell extract for longevity of skin and hair. SÖFW-Journal 2008;134(5):30-35.
  10. Kennedy J.A., Matthews M.A., Waterhouse A.L. Changes in grape seed polyphenols during fruit ripening. Phytochemistry 2000;55(1):77-85. doi:10.1016/S0031-9422(00)00196-5
  11. COSMILE Europe, scheda ingrediente «Vitis Vinifera Fruit Meristem Cell Culture»; Phenbiox, scheda tecnica G-CELL.
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